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FIGINO – MOLINETTO 64

 

 

RIFERIMENTO:

Avviso informativo di indagine preliminare esplorativa, riguardante l’immobile di proprietà comunale sito in Milano via Molinetto n. 64, allo scopo di rendere noto che l’immobile, destinato ad impianto sportivo comunale, è attualmente disponibile per essere nuovamente assegnato in concessione d’uso e di conoscere se ci sono soggetti interessati

 

OGGETTO:

IDEA PROGETTUALE DI MASSIMA PER LA GESTIONE DELL’IMPIANTO SPORTIVO

 

Polisportiva RugBio sta concretamente valutando la possibilità di prendere in gestione l’area destinata allo sport in via Molinetto 64, nel quartiere di Figino, sul territorio del Municipio 7 di Milano. L’impianto versa in condizioni di gravissimo abbandono, peraltro note da tempo, che costituiscono un fattore critico nella prospettiva di una riqualificazione dell’area. Nondimeno, la mission costitutiva di RugBio e le attività già avviate nel quartiere e nei territori limitrofi, nonché l’intenzione di impedire la perdita di spazi sportivi negli ambiti periferici, sorreggono l’intento di rigenerare lo spazio in coerenza con la sua finalità istituzionale originaria e in sintonia con gli obiettivi di sostenibilità e inclusione per cui RugBio impiega lo strumento dello sport.

Per semplicità di consultazione, l’idea progettuale è sinteticamente delineata secondo quanto scandito nell’avviso comunale sopra richiamato.

 

Polisportiva RugBio è attualmente una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata, a seguito di una conversione (da ASD a SSD) avvenuta tre anni fa, dopo una decina d’anni di attività condotta dapprima informalmente come progetto sperimentale, poi come associazione di promozione sociale, e quindi come associazione sportiva dilettantistica. Inizialmente si è trattato soprattutto di una piattaforma di inclusione sociale e promozione della sostenibilità ambientale veicolate attraverso dei laboratori di rugby giovanile, realizzati nell’ovest della città metropolitana di Milano attraverso una serie di formule che eliminavano molte limitazioni all’accesso allo sport da parte dei giovani delle comunità marginali. Gli investimenti strutturali e l’acquisizione di competenze hanno via via condotto alla presa in gestione di spazi pubblici e privati in diversi territori, fino alla concessione del centro sportivo comunale di Cusago e poi di quello di Uboldo: la vocazione polisportiva di tali grandi impianti ha rapidamente implicato il superamento del minirugby per passare a una creazione di piattaforme inclusive a tutto campo (calcio, tennis, pallavolo, pallacanestro, pattinaggio, atletica, footbike, escursionismo, mediazione culturale, arti espressive, comunicazione dal basso, workshop green ecc. ecc.) e di conversione sostenibile delle logistiche.

Un tentativo di resoconto della portata sociale dell’attività condotta da Rugbio era stato avviato alla fine del 2024 e – per quanto lacunoso e incompiuto – rappresenta un piccolo ritratto, utile a intuire l’apertura inclusiva del modello RugBio (cfr. allegato RILEVANZA SOCIALE DEL PROGETTO RUGBIO).

Attualmente (dopo la chiusura da parte del Comune del centro sportivo di Cusago) RugBio è titolare della concessione del grande centro sportivo comunale polivalente di Uboldo e dell’impianto tennistico nel centro sportivo comunale di Garbagnate Milanese, nonché attore di cantieri sportivi proprio nella zona di Figino. Prima e dopo la pandemia da Covid -19, del resto, Rugbio ha sempre gestito attività di minirugby, calcio e aggregazione in varie strutture di Barona, Stadera, Baggio, Quarto Oggiaro, Bovisa, Isola e – appunto – Figino. Nel quartiere sono stati avviati nel 2023 vari progetti di collaborazione con la Parrocchia, che poi si sono tradotti in piccoli laboratori all’aperto di minirugby e calcio inclusivo, nonché – nell’a.s. 2025-26 – nella rimessa in esercizio del campo di calcio CSI di via Zanzottera. Tale campo è stato destinato soprattutto agli allenamenti della prima squadra (in terza categoria FIGC), mentre l’impianto non ha potuto ospitare le partite federali a causa delle metrature inadeguate. Le importanti trasformazioni organizzative e societarie intervenute all’interno di RugBio nell’estate 2026 hanno invece rallentato il progetto di riattivazione piena del rugby giovanile nell’Ovest milanese. Anche in questo caso l’assenza di un impianto di competizione ha posto limiti e ha circoscritto l’operatività a qualche workshop di minirugby, rugby touch e tag rugby. Nei prossimi giorni inizierà peraltro una campagna di open day condotti in collaborazione con l’Oratorio, per sfruttare la bella stagione come volano per la creazione di gruppi idonei in varie categorie giovanili con la palla ovale in vista della stagione 2026-27.

Appoggiandosi alla base parziale dell’Oratorio, Rugbio intende riqualificare il centro di via Molinetto per affiancare al campo da calcio CSI di via Zanzottera un campo FIGC, con metrature modeste ma sufficienti per lo svolgimento di partite regolari: l’assenza di spazi circostanti attrezzabili per un pubblico numeroso (tribune, parcheggi ecc.) e di strutture sicure per il personale federale rendono la struttura poco accogliente per partite che vadano oltre ambiti ristretti (al massimo la terza categoria) ma garantiscono almeno la possibilità di lavorare con la Federazione, accanto all’ente di promozione sportiva di tradizione oratoriana. Il campo di cui si sta parlando è ovviamente quello più grande, già esistente in precedenza come campo da calcio a 11.

Il fondo erboso va totalmente rifatto, né ha senso valutare in uno spazio del genere investimenti per manto sintetico o copertura. È quindi realistico prevedere una messa in esercizio solo molto parziale nell’a.s. 2026-27. Se già in estate 2026 fosse possibile avviare i primi interventi, sarebbe ipotizzabile una aratura, spianatura, rullatura, semina, irrigazione e monitoraggio già per tutta l’estate, nella prospettiva di qualche iniziativa autunnale coi bambini. Impossibile però puntare a un avviamento completo, che potrà arrivare non prima del pieno 2027.

Nel corso dei lavori, il campo sarà inoltre dotato di porte da rugby attraverso soluzioni estraibili di pali e traverse ad H, per puntare massicciamente sul rugby. Anche in questo ambito disciplinare vigono limitazioni, dovute alle metrature che limitano il livello delle partite, ma c’è comunque ampia usabilità per la maggior parte delle attività di rugby giovanile e per gli impegni di ambito old, ossia per tutto ciò che costituisce volano di inclusione e aggregazione.

Sempre sul medesimo campo, sarà accolta l’attività di allenamento di varie squadre di cricket, in costante incremento numerico in tutta la Lombardia per l’incidenza di popolazione con background migratorio, progressivamente sempre più inserita nel territorio e più organizzata a livello di comunità sportive. Nell’ambito milanese, dopo la chiusura del centro sportivo di Cusago, gli spazi agibili e idonei sono ridotti a un numero contenutissimo: la creazione di un polo di appoggio a Figino sarà molto preziosa per accogliere le attività di base di vari gruppi di Milano e dell’hinterland, sia per quanto riguarda le società ufficialmente costituite (a partire dall’ASD Milan United) che frequentavano Cusago e che tuttora frequentano il centro sportivo di Uboldo e quello di Settimo Milanese, sia per le formazioni informali. Si tratta di un’attività che a livello federale necessita di spazi più ampi, ma che per l’attività di base può avvantaggiarsi molto di un campo di allenamento all’interno di Milano. Per giunta, questa disciplina ha calendario prevalentemente estivo (giugno/ottobre), all’opposto di quelle calcistiche e rugbistiche che gravitano prevalentemente sulle altre stagioni (settembre/maggio). Per quanto riguarda la gestione della fascia centrale del pitch, si provvederà con soluzioni provvisorie da installare volta per volta, basate su tavole e tappeti, già collaudate nei centri sportivi appena ricordati: in tal modo la convivenza delle discipline di squadra risulterà effettiva per quanto concesso dalla natura degli spazi.

 

In sostanziale continuità con le arre già delineate in precedenza, il preesistente campo a 7 sarà pienamente riattivato, anche in questo caso con una rimessa in ordine della superficie di gioco. In quest’ambito le attività saranno trainate anzitutto – a livello di discipline ufficiali – dalle versioni light delle stesse discipline elencate sopra: calcio a 7 ed eventualmente a 5, rugby touch e fino alla categoria under 10, allenamento specifico su lanci e prese nel cricket. In questo modo sarà possibile la convivenza di attività variegate in un ambito ristretto, con la possibilità di accogliere diverse fasce di età e competenza, per giunta affiancando spesso momenti conviviali, ricreativi e culturali.

 

Il rettangolo di cemento mt 20×40, già presente e gravemente ammalorato, sarà dedicato – a valle del ripristino della superficie con una bonifica profonda e una nuova gettata superficiale, e dopo aver trasferito in loco l’opportuna attrezzatura sportiva – in maniera prevalente al tennis, inizialmente su cemento nudo, per poi provvedere a un rivestimento ad hoc con verniciatura speciale in Green Set. La configurazione del campo sarà idonea all’omologazione FITP, anche se per il primo periodo non verranno installate strutture fisse a terra. Per consentire comunque una maggiore versatilità dell’area, la rete sarà infatti mobile su ruote, in modo da garantire una superficie non in erba per ogni attività sportiva o aggregativa che sul campo a 7 dovesse essere ostacolata da fango e simili in periodi meteorologicamente critici. Inoltre, l’area sarà attrezzata con canestri mobili di basket e baskin, così come sul campo a 7 in erba sarà messa a disposizione una rete per green volley.

 

Del resto, l’obiettivo della riqualificazione e rimessa in esercizio dell’impianto non è tanto quello di svolgere attività regolamentare nell’ambito delle diverse federazioni competenti (che fungeranno soprattutto da orizzonte qualificante per i progressi dei giovani), bensì di offrire un’opportunità sufficientemente attrezzata per le attività di inclusione attraverso lo sport di base.

In tutto il Municipio 7 e nelle aree contigue RugBio ha infatti urgenza di riattivare i percorsi rimasti in sospeso dopo la chiusura del centro sportivo di Cusago, a partire da quelli di minirugby e calcio che affiancano minori di ogni estrazione sociale, livello economico, inquadramento culturale e provenienza. In questo modo sarà presto possibile potenziare la collaborazione con l’Oratorio di Figino e con le comunità protette e realtà terzosettoriali del quartiere, con le quali RugBio ha già avviato relazioni; ma sarà possibile anche dare futuro alle relazioni con decine di associazioni ed ETS di Baggio, del Corsichese, di Quarto Oggiaro e Bovisa – attive nella lotta contro le povertà – minorili che in questo momento non trovano più in RugBio una spalla altrettanto solida alla luce della mancanza di un impianto di appoggio nella zona di Milano.

Naturalmente è difficile immaginare di poter ospitare grandi eventi sportivi in via Molinetto, per il banale fatto che manca lo spazio per accogliere il pubblico e perché non è semplice raggiungere l’area. Nondimeno l’obiettivo è proprio quello di accogliere il più possibile: si tratta quindi di organizzare attività sistematiche di allenamento nei quattro sport di riferimento, ma anche di inserire costantemente attività di altre discipline formali e informali a bassa soglia (basket 3vs3, baskin, minivolley, ping pong, footbike, disc golf ecc.), potenziare le attività di mixed ability sport (anche in collaborazione con società sportive specializzate e sulla scorta della piattaforma dedicata di RugBio in materia), realizzare numerosi eventi di aggregazione collegati (e non) alle attività sportive con forte inclinazione alla mescolanza etnico-culturale e all’attivazione di volontariato a basso impegno. Del resto, questa è stata la caratteristica costante delle attività di RugBio sia nei piccoli spazi, sia nei grandi centri sportivi.

Impegno primario sarà quello di garantire reale e sicura accessibilità logistica alle persone con disabilità, mentre per quanto riguarda il raggiungimento dell’impianto con mezzi motorizzati andrà previsto uno spazio di parcheggio per le navette e i veicoli di gestione, in modo da evitare eccessive esclusioni basate sulle difficoltà di avvicinamento. Indispensabili saranno le rastrelliere con tettoia per le biciclette, in modo da configurare l’impianto anche come hub per le escursioni nel PASM e per le manifestazioni di ciclismo amatoriale.

 

A livello impiantistico, l’illuminazione sarà interamente attrezzata ex novo con strutture LED, sostenute da un impianto fotovoltaico che però andrà dimensionato almeno a seguito della prima stagione di attività a regime (prevedibilmente nel 2029). L’impressione preliminare è che l’allestimento integralmente a LED possa essere compatibile con una soluzione stand alone, mirata all’efficienza e autosufficienza perfetta sul piano energetico, senza complessità sul piano dei rapporti con la rete pubblica. Questa ipotesi è però da verificare sul campo, a valle della messa in esercizio delle risorse per il riscaldamento, l’ACS, la ristorazione.

 

La collocazione e la struttura dell’impianto di via Molinetto consentono anche la realizzazione di microlaboratori di cultura ambientale, basati su un minuscolo orto di squadra (con area coperta per pregerminazione e annessi), esperienze di lombricoltura e apicoltura, cantieri di energia fai da te in collaborazione con il Parco delle Energie Rinnovabili di Guardea. Quest’ultimo sarà coinvolto anche nella valutazione di soluzioni di efficientamento energetico ed equilibrata gestione delle risorse nella progressiva riqualificazione del centro sportivo, attraverso la consulenza diretta di Alessandro Ronca.

La realizzazione futura di un impianto fotovoltaico mira infatti a una tendenziale autosufficienza energetica dell’impianto che vada progressivamente ad abbattere gran parte degli oneri in materia. A questo proposito, valga anche l’intenzione di ricorrere a impianti di riscaldamento sempre più basati su pompe di calore. Le difficoltà nel sopralluogo (con l’impossibilità di visionare approfonditamente gli interni e disporre di informazioni dettagliate su utenze, impianti e certificazioni) hanno purtroppo impedito una efficace valutazione preliminare delle possibilità di utilizzo di eventuali sistemi di riscaldamento ambientale e idrosanitario già presenti in loco, ed è quindi molto complicato definire attualmente la migliore strategia di avviamento per quest’ambito di rimessa in esercizio: in caso di impossibilità di ripristini, verrà installato un sistema provvisorio in attesa di avviare una pompa di calore con approvvigionamento fotovoltaico.

Tema ancora più delicato è quello della gestione dei servizi idrici e in particolare di quelli fognari, vista la distanza dei punti di collegamento disponibili. Per il riavvio della gestione, RugBio punta al ricorso a soluzione con pozzo perdente, in attesa di poter valutare le possibilità di allacciamento futuro. In caso di manifestazioni ed eventi con importante afflusso di pubblico, verranno utilizzate formule mirate sul singolo episodio.

 

A livello organizzativo, la volontà è di consentire la massima accessibilità con il massimo controllo e il contenimento dei rischi manutentivi. Per questo l’intera struttura sarà monitorata puntualmente da telecamere con controllo remoto e da servizio di vigilanza a distanza. Ogni accesso alla struttura sarà regolato con elettroserrature governate da soluzioni di domotica con controllo remoto e codici di accesso: in questo modo sarà possibile concedere orari di apertura estremamente ampi, che permettano alla popolazione di utilizzare costantemente l’impianto per le attività di fitness e di gioco libero, consentendo contemporaneamente un monitoraggio puntuale degli accessi (che prevederanno la preventiva identificazione degli autorizzati e un rapporto strutturato con loro). Ovviamente saranno regolati (con ulteriore monitoraggio e serrature elettroniche) anche gli accessi alle aree chiuse di spogliatoi e affini.

 

Proprio gli edifici di servizio rappresentano il punto più delicato per l’elaborazione di una proposta di presa in carico dell’area e delle relative attività: l’impossibilità di un sopralluogo compiuto e approfondito all’interno non ha consentito di capire se ci siano possibilità di sistemazione e reimpiego dei manufatti edilizi attualmente presenti. La situazione appare particolarmente preoccupante in considerazione dei danni mai gestiti alle coperture: i disastri gravi al tetto costituiscono motivo di seria preoccupazione per un eventuale riassetto dei locali. L’impressione è che valga la pena di procedere a una totale rimozione dell’esistente e a una installazione di prefabbricati attrezzati ex novo. In un quadro del genere, la soluzione più efficace – sul piano della rapidità, completezza, economicità – sembra quella di una rimozione a carico della proprietà e di una successiva ricostruzione a carico del gestore RugBio.

In ogni caso, si tratta di disporre al più presto di:

  • due bagni + servizio per disabili
  • due spogliatoi + camerino per arbitro e affini
  • un magazzino
  • un bar/ristoro
  • un’area coperta da tettoia con possibilità di sostare in caso di maltempo e con sistema di chiusura laterale stagionale

Da valutare (a seconda dell’opzione concordata per la riattivazione dell’edificio di servizio: rimozione e sostituzione, anziché riqualificazione e ripristino operativo) anche la possibilità di installare proprio nel centro sportivo di Figino il container di cucina mobile di cui RugBio già dispone e che consentirebbe attività di tavola calda pienamente strutturata, ideale per organizzare eventi di aggregazione sovraquartiere.

 

Rispetto a quest’ultimo punto, sarà in ogni caso allestito uno spazio bar e tavola fredda, da supportare al più presto con soluzioni leggere di preparazione di cibi caldi almeno per eventi: la convivialità è infatti una caratteristica costitutiva nel lavoro di RugBio, nonché uno dei canali attraverso cui diventa possibile erogare sport con formule economicamente accessibili per tutti.

 

In considerazione della natura degli spazi, delle complessità di riapertura, della natura eminentemente sociale del progetto, dell’obiettivo non lucrativo del progetto e della stessa SSD, RugBio è disponibile a farsi carico degli oneri di riqualificazione, di gestione, di ordinaria manutenzione, di conduzione sportiva e aggregativa attraverso quanto disposto dall’articolo 5 della Riforma dello Sport (D.lgs. n. 38 del 28/02/2021), prevedendo una concessione degli spazi e delle strutture senza canone, per un minimo di 18 anni che consentano lo sviluppo di un progetto credibile, con una tappa di revisione intermedia alla conclusione del quinto anno, in occasione della quale effettuare una valutazione congiunta di eventuali adeguamenti dell’assetto organizzativo e delle eventuali migliorie, alla luce delle esperienze nel frattempo sviluppate.

 

Sulla base di quanto è stato possibile valutare in fase di sopralluogo, sono stati quotati sommariamente gli interventi indispensabili per avviare in sicurezza e dignità le attività sopra accennate.

  • Rifacimento campi di calcio/rugby
  • Sostituzione e riattivazione corpi illuminanti e quadri elettrici
  • Riparazione e trattamento della superficie sportiva in cemento
  • Manutenzione porte da calcio
  • Installazione porte da rugby mobili
  • Installazione protezioni antiurto
  • Consolidamento area di mini-parcheggio
  • Riparazione recinzione e rifacimento sistemi di chiusura
  • Installazione videosorveglianza
  • Installazione controllo accessi
  • Fornitura attrezzature sportive per calcio, rugby, tennis, cricket, basket, baskin, green volley, ping pong, disc golf, footbike
  • Creazione parcheggio biciclette
  • Realizzazione di pozzo perdente
  • Definizione di piano per la sicurezza e dotazione antincendio
  • Verifiche CPI
  • Servizi di sorveglianza

 

Restano invece da verificare vari elementi logistici, optando per una soluzione da concordare con la proprietà

  • Bagni chimici /// allacciamento fogna
  • Impianto fotovoltaico
  • Riqualificazione edificio esistente /// Installazione di 3 moduli prefabbricati per servizi igienici, spogliatoi e bar ristoro /// Cucina mobile
  • Pozzo di prima falda

 

Il costo elementare per l’avvio dell’attività – senza contare i punti, peraltro fondamentali e certamente onerosi, ancora da concordare – ammonta ad almeno 240 mila euro: ovviamente i quattro punti in sospeso rappresentano un fattore di imponente incremento di tale cifra.

A seguito dell’entrata a regime, il costo di gestione annuale stimato (in considerazione di un impegno attivo di tutti i pomeriggi e prime serate nonché per l’intero weekend, insieme a un’apertura tramite accesso controllato per tutto l’arco della giornata dalle 7 al tramonto) è pari a 156 mila euro.

La sostenibilità dell’operazione dipende dalle attività di ristoro e dalle remunerazioni delle attività sportive a pagamento, nonché dal fund raising sociale che RugBio focalizzerà sull’area di Figino. In ogni caso è fondamentale concordare la soluzione più efficace ed economica per la sistemazione dell’edifici, l’attivazione di servizi igienici, l’avviamento del bar/ristoro, in modo da limitare il più possibile le sorprese complicate in corso di gestione.